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NEW YORK - Novartis è colpevole di aver discriminato negli Stati Uniti il suo personale femminile: è la conclusione cui è giunta la giuria nel processo intentato a New York contro la filiale americana della multinazionale basilese. Il tribunale dovrà ora decidere l'indennizzo da attribuire alle vittime e stabilire se la società dovrà pagare multe.
I nove giurati hanno riconosciuto come validi tutti i tre i capi d'accusa mossi contro la società: secondo la giuria popolare - che, come noto, deve prendere le decisioni all'unanimità - le dipendenti hanno ricevuto salari inferiori a quelli dei loro colleghi maschi per lo stesso lavoro, sono state scavalcate nelle promozioni e sono state trattate in modo non equo in caso di maternità.
La difesa aveva invece sostenuto che i casi di discriminazione presentati attraverso alcune testimonianze sono solo episodi isolati dovuti agli sbagli di alcuni superiori. Nel suo insieme invece l'impresa promuove le donne, incoraggia le loro carriere e impone tolleranza zero in materia di discriminazione, avevano affermato gli avvocati.
Il processo, il più importante mai avviato negli Usa per discriminazione nei confronti delle donne, dura da cinque settimane. La denuncia collettiva è stata promossa da 13 dipendenti, in rappresentanza delle 5600 donne che hanno lavorato per il gruppo fra il 2002 e il 2007.

SDA-ATS