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Quello in Roche è un investimento con una componente strategica, dice Novartis.

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Il colosso farmaceutico basilese Novartis non intende vendere la sua partecipazione in Roche, equivalente a un terzo dei diritti di voto e dal valore attuale di circa 13,2 miliardi.

"Il 33,3% in Roche rappresenta un investimento finanziario con una certa componente strategica", spiega il presidente del consiglio di amministrazione Jörg Reinhardt in un'intervista pubblicata oggi dalla Handelszeitung.

Un anno fa la multinazionale renana aveva lasciato intendere una possibile cessione. Il direttore generale di Novartis Joe Jimenez si era detto disposto a cedere la partecipazione, ma "siamo giunti alla conclusione" che non sussistono motivi per vendere. "Da allora nulla è cambiato". Lo scorso anno, la partecipazione in Roche ha fruttato 464 milioni di dollari, secondo calcoli effettuati dall'agenzia di stampa Reuters.

Novartis ha costituito la sua quota in Roche tra il 2001 e il 2003, quando alla guida vi era Daniel Vasella, mediante un pacchetto in parte acquisito dal finanziere tedesco Martin Ebner. L'operazione aveva alimentato voci di una possibile fusione.

Il presidente del cda nell'intervista si esprime anche sull'iniziativa "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente". Reinhardt invita a bocciarla poiché "genera enormi svantaggi concorrenziali". Una posizione in linea con quella del Consiglio federale.

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SDA-ATS