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Nucleare: Greenpeace critica distribuzione pastiglie di iodio

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2014 - 13:13
(Keystone-ATS)

Estensione geografica troppo limitata, informazioni accompagnatorie lacunose e ingannevoli: Greenpeace e Medici per l'ambiente hanno fortemente criticato oggi la nuova campagna di distribuzione di pastiglie di iodio iniziata ieri da parte della Confederazione. Per le due associazioni l'unica soluzione possibile è lo spegnimento di tutte le centrali nucleari.

Ogni dieci anni la Confederazione invia alle economie domestiche residenti nei pressi delle centrali nucleari delle pastiglie di iodio che in caso di incidente con fughe radioattive dovrebbero proteggere dal cancro alla tiroide. Quest'anno il raggio di distribuzione è passato da 20 a 50 km da una centrale atomica.

In una conferenza stampa a Berna, Florian Kasser, responsabile del dossier nucleare presso Greenpeace Svizzera, ha accolto positivamente questa estensione. La misura viene però ritenuta insufficiente: in caso di vento sfavorevole gli effetti delle radiazioni si spingono ben oltre i 50 km, ha sottolineato.

Per questo motivo la distribuzione capillare delle pastiglie andrebbe estesa a tutta la Svizzera. Attualmente le compresse destinate alle persone che vivono oltre 50 km da una centrale sono immagazzinate in modo decentralizzato nei cantoni. Kasser ha messo in dubbio oggi la capacità delle autorità di consegnare rapidamente le pastiglie alla popolazione in caso di bisogno.

Altro problema secondo Kasser: il piano della Confederazione si limita alle frontiere nazionali. I cittadini tedeschi che vivono all'ombra della torre di raffreddamento di Leibstadt (AG) non beneficiano delle compresse. "È assurdo", ha sostenuto.

Greenpeace e Medici per l'ambiente hanno anche criticato le informazioni che accompagnano la distribuzione delle pastiglie. Le compresse di iodio permettono unicamente di lottare contro il cancro alla tiroide, ha ricordato Alfred Weidemann di Medici per l'ambiente.

Questa sostanza non risolve il problema delle altre patologie dovute alle radiazioni. In questo contesto, la dicitura ufficiale secondo la quale le compresse di iodio sono una buona misura in caso di incidente è ingannevole, sostiene Weidemann.

Per le due associazioni l'unica soluzione veramente efficace è risolvere il problema alla radice, ossia spegnere in modo definitivo le centrali nucleari elvetiche. Una campagna in questo senso è stata lanciata oggi.

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