Navigation

Nucleare: iniziativa dei Verdi per chiusura centrali entro 2029

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2011 - 15:27
(Keystone-ATS)

I Verdi danno prova di maggiore indulgenza in fatto di abbandono dell'energia nucleare. Dopo aver chiesto la chiusura dell'ultima centrale nel 2024, nella loro iniziativa popolare essi hanno ora posticipato questa scadenza al 2029. In cambio pretendono un più ampio sostegno politico.

Il partito ecologista continua a ritenere possibile un abbandono del nucleare 40 anni dopo l'entrata in servizio della centrale svizzera più recente. "Cerchiamo però un ampio appoggio alla nostra iniziativa", ha spiegato oggi alla stampa la consigliera nazionale bernese Franziska Teuscher, precisando che un termine di 45 anni è più "digeribile".

In questo senso, i Verdi non scendono in campo da soli. Nei membri del comitato d'iniziativa figurano rappresentanti di altri partiti. Tra questi i consiglieri nazionali Beat Jans (PS/BS), Jacques Neirynck (PPD/VD) e Marie-Thérèse Weber-Gobet (PCS/FR), nonché il presidente del PEV Heiner Studer.

Il testo dell'iniziativa "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare (Iniziativa per l'abbandono del nucleare)" prevede che la prima centrale a dover chiudere i battenti sia quella di Beznau I, che dovrebbe essere posta fuori servizio un anno dopo la votazione popolare. Per le rimanenti quattro centrali le scadenze sono fissate nel 2016 per Beznau II, nel 2017 per Mühleberg, nel 2024 per Gösgen e nel 2029 per Leibstadt. "È fatta salva la messa fuori esercizio anticipata al fine di preservare la sicurezza nucleare".

L'iniziativa chiede parallelamente una legislazione che ponga l'accento sulle misure di risparmio energetico, sull'utilizzazione efficiente dell'energia e sulla produzione di energie rinnovabili. Il PS si schiera interamente con queste rivendicazioni, ha sottolineato Beat Jans. Secondo il Basilese, il Nazionale potrebbe pronunciarsi già in giugno per un'uscita dal nucleare. "Invitiamo i politici dei partiti di centro a non piegarsi davanti alle pressioni delle associazioni economiche".

Il problema di una rinuncia all'atomo non è quello di una penuria di elettricità, ha spiegato Beat Jans. In gioco vi è la lotta delle grosse compagnie elettriche che non vogliono perdere il 40% della parte di mercato di cui dispongono grazie all'energia nucleare, ha aggiunto.

I Verdi potrebbero farsi "superare" dalle prossime decisioni del Consiglio federale (25 maggio) e del parlamento, ha ammesso Teuscher. Ma ciò non giustifica un abbandono dell'iniziativa. L'esperienza mostra che le autorità possono successivamente cambiare opinione. L'esito di una votazione popolare ha il vantaggio d'essere definitivo.

La raccolta delle firme inizierà domenica prossima, in occasione della marcia contro il nucleare, organizzata nella regione della centrale di Beznau (AG). I Verdi non hanno fissato un termine per il deposito dell'iniziativa. Franziska Teuscher spera che "ciò sia il caso ancora quest'anno". Il termine ufficiale per la raccolta delle 100'000 firme necessarie è stato fissato al 17 novembre 2012.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.