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Nucleare: Iran; allarme Israele, bomba è vicina

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 novembre 2011 - 18:21
(Keystone-ATS)

Maliziosamente compiaciuto per la devastante esplosione dei giorni scorsi in uno dei presunti arsenali missilistici della Guardia rivoluzionaria iraniana (attribuita a cause accidentali, ma che fonti d'intelligence riecheggiate dagli Usa ipotizzano come frutto di una azione di sabotaggio del Mossad), Israele rilancia in queste ore l'allarme sui programmi nucleari di Teheran. Più vicini a un punto di non ritorno "di quanto la gente non pensi", secondo l'ultimo monito attribuito al premier, Benyamin Netanyahu.

La frase, riportata oggi dai media sulla base d'indiscrezioni fatte trapelare dal suo entourage, è stata pronunciata ieri durante una riunione ministeriale. Riunione che ha offerto a Netanyahu il destro per ribadire l'esigenza - imposta a suo giudizio dalla conclusioni allarmanti del recente rapporto dell' Aiea, l'agenzia atomica dell'Onu - che "il mondo decida adesso cosa fare" e come agire "per fermare i piani" degli ayatollah.

Le parole del premier israeliano - pronunciate nelle stesse ore in cui Barack Obama confermava la linea della diplomazia e di sanzioni più severe per contrastare l'Iran, ma "senza togliere altre opzioni" dal tavolo - sono rimaste ancora una volta al di qua di qualsiasi riferimento diretto a eventuali scenari militari. Ma hanno comunque confermato l'inquietudine e il "pressing" dello Stato ebraico su questo tema.

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