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Un incontro trilaterale è in corso a Ginevra tra l'Alto rappresentante dell'Ue Catherine Ashton, il segretario di Stato Usa John Kerry ed ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Lo ha confermato Michael Mann, portavoce di Ashton, coordinatrice del 5+1, il gruppo di potenze (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) impegnate nei colloqui con Teheran sul programma nucleare iraniano a Ginevra.

Anche il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov arriverà a Ginevra. Lo rendono noto le agenzie russe. Secondo fonti diplomatiche raggiungerebbe i colleghi del 5+1 domani.

Nel frattempo, intervenendo ai microfoni della RTS, il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha affermato : "abbiamo una finestra di opportunità che ci è stata offerta dal popolo iraniano, dalle elezioni. La dobbiamo cogliere e utilizzare " altrimenti tra "un anno" rimpiangeremo l'occasione persa così come è avvenuto nel passato.

Secondo Zarif, "ogni parte dovrà adottare le misure che ritiene necessarie immediatamente dopo la firma dell'accordo, in modo da ricostruire la fiducia. Perché c'è un grave deficit di fiducia, in Iran il popolo iraniano è molto scettico nei confronti del processo e dei partner con cui negoziamo".

Zarif ha criticato le sanzioni adottate contro l'Iran "in particolare quelle prese fuori dal quadro delle Nazioni Unite". Secondo un delegato iraniano alla conferenza, "la questione delle sanzioni bancarie e petrolifere deve essere presa in considerazione" già "nella prima fase" di qualsiasi accordo.

E Zarif ha voluto ricordare che "in dieci anni, le sanzioni non hanno prodotto alcun risultato", spiegando che l'Iran disponeva prima di 160 centrifughe ed attualmente ne detiene 19.000. "Mi rammarica vedere che il Congresso Usa insiste ancora" sulle sanzioni", ha aggiunto.

Commentando le critiche di Israele su un eventuale accordo con Teheran, il ministro Zarif ha detto che Israele non ha "alcuna credibilità". Unico proprietario di armi nucleari e chimiche nella regione - ha ironizzato - Israele prevede dal 1991 che l'Iran "possa disporre dell'arma atomica nel giro di sei mesi. Disseminano paura. È sbagliato da 23 anni, non si è mai realizzato. Devono smettere di insultare l'intelligenza della comunità internazionale ripetendo queste menzogne". Un eventuale attacco israeliano contro alcuni siti in Iran - ha concluso Razrif - costituirebbe "un crimine atroce contro l'umanità, un atto molto grave di aggressione".

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SDA-ATS