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Nuova vocazione per i cani di San Bernardo che la leggenda vuole, muniti di una botticella di grappa appesa al collo, abili soccorritori di vittime di valanghe: quella di essere produttori di un'ottima lana per la confezione di scaldapolsi.

Il progetto è stato lanciato dalla Fondazione Barry di Martigny (VS), dedicata al più famoso di loro, oggi imbalsamato e conservato al Museo di storia naturale di Berna, che avrebbe salvato almeno 40 persone. Sugli oltre 30 esemplari in suo possesso, i nove che appartengono alla varietà con pelo lungo sono gli ignari protagonisti della vicenda.

Il sottopelo, che verrà poi filato, viene raccolto tutto l'anno in occasione della spazzolatura del ventre e del dorso, spiega all'ats la promotrice dell'iniziativa Andrea Brudermann. Complessivamente sono così ricavati tra i cinque i dieci chilogrammi di lanugine. Nel 2013, primo anno di attività, è stata prodotta una sessantina di scaldapolsi, che hanno trovato acquirenti in un batter d'occhio. La Fondazione li vende come "puro prodotto naturale e autentica rarità".

Un paio di polsini richiede cinque ore di lavoro. Il sottopelo del cane nazionale svizzero (tale dal 1884) parte in Germania dove viene filato da un'appassionata della lana, Pia Oberreicher, nei pressi di Berlino. "Il lavoro con il sottopelo dei cani non è particolarmente difficile", dice Oberreicher, che consiglia comunque ai principianti di iniziare con la lana di pecora.

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SDA-ATS