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Nella primavera del disgelo con Cuba, il presidente americano Barack Obama è atterrato e ha calcato il suolo dell'aeroporto Jose Marti dell'Avana come se fosse il primo uomo a sbarcare sulla luna.

Tante sono le aspettative dopo oltre mezzo secolo di embargo e tanto il tempo passato da quando un presidente americano mise piede nell'isola, 88 anni fa.

Uno sbarco storico, ma offuscato dalla retata che lo precede, con una cinquantina di attivisti dei diritti umani arrestati "in modo particolarmente violento" durante una marcia pacifica all'Avana, come denunciano fonti dell'opposizione.

Forse una prova di forza del regime di fronte alla dichiarata intenzione di Obama di parlare anche di diritti umani e di incontrare alcuni dissidenti. O forse un colpo di coda all'interno di un partito comunista dove sembrano convivere sentimenti contrastanti, come dimostrano le foto sui giornali cubani dell'incontro odierno tra Fidel Castro e il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che per ora ha distratto dall'arrivo di Obama.

Il presidente Usa stringerà la mano solo al presidente Raul Castro, non all'ex lider maximo, che resta l'icona di una rivoluzione anti-americana esportata poi in America latina. Obama è volato con il suo Air Force One insieme alla famiglia, alla suocera e ad una maxi delegazione di parlamentari e imprenditori, farà tappa all'ambasciata americana per salutare il personale con relative famiglie. Poi una passeggiata tra le vie dell'Avana vecchia, rimessa a nuovo per l'occasione, con strade rifatte e facciate delle case ridipinte. Un fuori programma potrebbe essere l'incontro con il cardinale Jaime Ortega, uno degli artefici del riavvicinamento tra Stati Uniti e Cuba. La famiglia Obama trascorrerà poi la notte al Melia Habana Hotel.

Un viaggio, quello cubano, ricco di appuntamenti, che suggella il disgelo avviato 15 mesi fa con la ripresa dei rapporti diplomatici, seguiti parzialmente da quelli turistico-commerciali, anche se difficilmente il Congresso dominato dai repubblicani revocherà a breve l'embargo.

Ma Obama scommette molto sull'interazione economica, nonostante i piani di liberalizzazione attuati da Raul Castro si muovano con la stessa lentezza delle vecchie carcasse di auto americane degli anni '50 che circolano ancora nell'isola. Intanto però Starwood Hotels & Resorts Worldwide è diventata la prima compagnia alberghiera americana a firmare un accordo con Cuba dai tempi della rivoluzione del 1959. Ad annunciarlo è stata la stessa società alla vigilia della visita di Obama.

Starwood gestirà e metterà sul mercato due proprietà all'Avana e ha firmato una lettera di intenti per gestirne una terza, grazie ad uno speciale permesso dal dipartimento del Tesoro americano che la esime dall'embargo.

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SDA-ATS