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WASHINGTON - I giovani americani diventano obesi molto prima dei loro genitori e dei loro nonni, al punto che dall'università del Michigan è partita una provocazione: a causa dell'obesità, la generazione Baby Boomers, (i nati negli Stati Uniti tra il 1943 e il 1960 con il boom demografico), potrebbe sopravvivere ai suoi figli. Da una ricerca che sarà pubblicata sull'International Journal of Obesity è emerso che, in America, si diventa obesi sempre prima e, rispetto al genere e alla razza, ad essere colpiti di più sono le donne e i neri.
I ricercatori hanno utilizzato una vasta gamma di dati nazionali su bambini e adulti nati tra il 1926 e il 2005. E' emerso che il 20% di quelli nati tra il 1966 e il 1985 erano obesi tra i 20 e i 29 anni. Tra i loro genitori, nati tra il 1946 e il 1955, questa percentuale di obesità non è stata raggiunta fino ai 30-39 anni d'età e addirittura fino ai 40-49 per i loro nonni, nati tra il 1936 e il 1945. Infine, per quelli nati tra il 1926 e il 1935, il tasso del 20% di obesità si è raggiunto solo negli anni Cinquanta, ad un'età ben più avanzata.
L'obesità, secondo la ricerca, allarga anche la forbice delle disparità razziali, dal momento che donne e neri sono i soggetti più colpiti. Degli individui di 20-29 anni nati tra il 1976 e il 1985, era obeso il 20% dei bianchi e il 35% dei neri.
"I neri americani hanno esperienza di un carico più elevato di malattie correlate all'obesità - ha affermato Joyce Lee, pediatra endocrinologo dell'università del Michigan e autore della ricerca - e la tendenza futura nella diffusione dell'obesità fa credere che nei prossimi anni aumenteranno le disparità razziali in fatto di salute".

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SDA-ATS