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Oltre 1200 persone hanno partecipato oggi a due Marce di Pasqua in Svizzera. La più frequentata, con circa 750 persone, ha attraversato la località turgoviese di Romanshorn. Inoltre 500 manifestanti sono scesi in piazza a Berna.

Le due iniziative si sono svolte nel pieno rispetto della tradizione pacifista.

Nella località sul lago di Costanza i manifestanti hanno denunciato l'industria bellica all'insegna del motto "Chi semina armi, raccoglie profughi". I partecipanti all'ottava edizione del "Cammino internazionale della pace sul Lago Bodanico" hanno ricordato che sulle sole rive del bacino, siano esse svizzere, tedesche o austriache, oltre 20 aziende sono specializzate nella tecnica militare, indica un comunicato diffuso dai promotori.

Il "Cammino della pace" è stato organizzato da oltre 50 organizzazioni ecclesiastiche, pacifiste, sindacali e attive in ambito sociale con sede in Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein.

Nella Città federale i manifestanti, pure invitati a scendere in piazza da Chiese e pacifisti, tra cui il Gruppo per una Svizzera senza esercito e la Dichiarazione di Berna, hanno puntato il dito contro la Svizzera. Con l'esportazione di materiale bellico, ma anche con gli investimenti di banche, assicurazioni e casse pensione in società attive nella produzione di armamenti, la Confederazione è parte "del macchinario di guerra".

Anche a Berna i dimostranti hanno tracciato un legame tra l'attuale crisi migratoria e la violenza della guerra, in particolare quella decantata come "guerra contro il terrorismo". Invece di atti oppressivi e chiusura delle frontiere, i partecipanti alla quattordicesima Marcia di Berna hanno chiesto una autentica politica estera di promozione della pace come pure formazione e lavoro per i profughi.

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SDA-ATS