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Il cerchio si stringe al Palazzo di Vetro su una bozza di risoluzione sulle armi chimiche in Siria. Secondo quanto rivelato da fonti diplomatiche, dopo un estenuante braccio di ferro i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina - hanno trovato un accordo sui principi del documento, anche se a giudizio degli Usa "ancora non è fatta".

Il viceministro degli esteri russo, Sergei Ryabkov, ha detto che l'intesa finale sul testo di risoluzione è probabile nell'arco delle prossime 48 ore. Inoltre, venerdì i cinque membri permanenti si riuniranno per discutere la proposta di una conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2.

Il punto d'intesa sarebbe stato trovato durante l'incontro dei ministri degli esteri dei cinque membri permanenti al pranzo organizzato dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a margine dei lavori della 68/ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Incontro nel corso del quale - come afferma il portavoce di Ban - John Kerry, Laurent Fabius, William Hague, Serghei Lavrov e Wang Yi hanno discusso "i preparativi per i meccanismi da mettere a punto tra Onu e Opac (l'organizzazione per il divieto delle armi chimiche, ndr) per ispezionare e mettere sotto controllo gli arsenali chimici di Damasco".

La bozza - riportano le fonti - non sarà sotto l'ombrello del 'capitolo 7' della Carta Onu, quello che prevede l'uso della forza in ultima ratio. Inoltre non prevede una attribuzione di responsabilità per l'attacco coi gas del 21 agosto scorso, e neppure il deferimento dei responsabili alla Corte Penale Internazionale. Potrebbe invece includere il riferimento ad una futura risoluzione che preveda il 'capitolo 7' in caso di inadempienza.

Negli ultimi giorni c'erano stati diversi passi verso il disgelo tra le potenze occidentali da un lato, e Russia e Cina dall'altro. Kerry e Lavrov si erano poi visti ieri al Palazzo di Vetro per un incontro bilaterale che il capo della diplomazia Usa aveva definito "costruttivo". Mentre il ministro degli esteri francese Fabius ha precisato che il testo "dovrebbe prevedere esattamente ciò che è stato deciso a Ginevra", aprendo alla possibilità di accettare la richiesta della Russia di non includere il 'capitolo 7', quanto meno in un primo documento. Secondo l'accordo concluso in Svizzera tra Kerry e Lavrov infatti, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe adottare una seconda risoluzione che preveda sanzioni se la Siria non rispetta i termini del piano.

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SDA-ATS