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Nel mondo oltre mezzo milione di persone muore ogni anno ucciso da un'arma, con Siria, Honduras e Venezuela in vetta alla classifica dei paesi con il tasso più alto nel 2012.

Tra il 2007 e il 2012 - afferma la terza edizione dello studio "Global Burden of Armed Violence", reso noto oggi a Ginevra - il numero stimato delle vittime di armi è stato di 508mila l'anno, un dato in calo rispetto alle 526mila morti all'anno stimate nel 2011 nello studio per il periodo 2004-2009.

Quelle direttamente causate da un conflitto sono però in aumento e sono salite a 70mila morti all'anno nell'ultimo periodo, contro le 55mila del precedente, afferma il rapporto realizzato dal Progamma dell'Onu per lo sviluppo (Undp) e da Small Arms Survey.

Nel dettaglio, lo studio afferma che delle circa 508mila persone decedute in media ogni anno a causa di un'arma nel periodo 2007-2012, 377mila sono state vittima di omicidi volontari (74%), 70mila sono state uccise in conflitti (14%), 42mila sono morte per omicidi non volontari (8%), mentre le vittime civili durante interventi legali delle forze dell'ordine e di sicurezza sono 19mila (4%).

I dati sulla violenza contro le donne evidenziano una diminuzione: a livello globale, si stima il numero medio annuo di femminicidi a 60mila nel corso del periodo di studio, con un calo di quasi il 10% rispetto al 2004-2009.

Secondo i risultati dello studio, infine, il 25% delle morti dovute a un'arma si è verificato in 18 nazioni che ospitano appena il 4% della popolazione mondiale e tra questi 18 paesi solo un terzo è stato teatro di un conflitto armato.

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SDA-ATS