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Kristalina Georgieva

KEYSTONE/AP/VIRGINIA MAYO

(sda-ats)

La voce era nell'aria da tempo a Bruxelles, ma l'annuncio è arrivato solo ora: la vicepresidente della Commissione Ue Kristalina Georgieva si candida ufficialmente al posto di segretario generale delle Nazioni Unite.

Dopo l'ok ufficiale del premier bulgaro Boyko Borissov che ha 'scaricato' in corsa la connazionale capo dell'Unesco Irina Bokova, Georgieva, da sempre una "protetta" della cancelliera Angela Merkel, lascia alla fine della settimana l'incarico, almeno per tutto il mese di ottobre, per fare campagna a New York.

Il suo portafoglio chiave del bilancio passa, almeno per ora, al "falco" tedesco, il commissario all'agenda digitale Günther Oettinger, facendo virare ancor più verso Berlino l'asse della Commissione Juncker. Che, nel tentativo di superare lo scandalo Barroso-Kroes, ha deciso un ulteriore giro di vite sui lobbisti, imponendo un registro obbligatorio per tutte le istituzioni Ue, con nomi, incontri, spese.

Georgieva, ex economista di spicco alla Banca Mondiale, poi commissaria agli aiuti e alle crisi umanitarie, ora vicepresidente della Commissione unica e fidata responsabile delle chiavi della 'cassa' Ue, non aveva mai smentito l'ambizione a rimpiazzare Ban ki-Moon.

Finora, però, non si era esposta, aspettando il 'placet' di Sofia per evitare il veto di Mosca. La cancelliera Angela Merkel in persona si è infatti spesa per lei con Putin a margine del G20 in Cina, provocando l'irritazione del leader del Cremlino.

Dopo l'esito negativo dell'ultima votazione Onu che ha visto il portoghese Antonio Guterres sempre più in testa e la Bokova scivolare in sesta posizione nella corsa alla successione di Ban ki-Moon, il premier bulgaro ha cambiato cavallo puntando su Georgieva. "Sono profondamente onorata", ha dichiarato la vicepresidente della Commissione, e "dopo un'attenta valutazione ho deciso di accettare, memore della grande responsabilità".

Georgieva ha tutte le carte per riuscire: conosciuta nell'ambiente, donna, dell'Europa dell'Est, parla russo, e intende portare la sua abilità nell'utilizzare al meglio le scarse risorse di bilancio anche all'Onu. La sua assenza di un mese - rigorosamente non remunerata e "in piena trasparenza", ha assicurato Bruxelles - rischia fortemente di trasformarsi in un addio definitivo.

"Sarebbe una grande perdita per la Commissione ma Kristalina sarebbe un forte segretario generale Onu, rendendo molti europei orgogliosi, oltre a dare un forte segnale per l'uguaglianza di genere", aveva già sibillinamente twittato il 10 settembre scorso l'onnipotente capo di gabinetto tedesco di Juncker, Martin Selmayr.

La scelta di sostituirla - per di più nel bel mezzo dei negoziati per il bilancio 2017, la revisione di quello 2014-2020 e il dibattito sulle risorse proprie - con il commissario tedesco Oettinger, che non è vicepresidente né ha mai avuto competenze in materia, parla da sé. "È il commissario con più esperienza, da più tempo in carica", hanno giustificato la scelta a Bruxelles.

Se Georgieva diventasse segretario generale, dovrebbe essere nominato un nuovo commissario bulgaro. Ma difficilmente otterrebbe lo stesso portafoglio, per cui Juncker vuole una persona fidata. E gradita a Berlino.

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SDA-ATS