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Orologi, anche in maggio forte calo delle vendite all'estero

Vengono smerciati meno orologi. KEYSTONE/AP/MARK LENNIHAN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 giugno 2020 - 18:00
(Keystone-ATS)

Le vendite di orologi svizzeri all'estero rimangono in forte calo: in maggio le esportazioni si sono attestate a 610 milioni di franchi, il 67% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso.

Analoga è stata la flessione in termini di volumi, scesi a 526'700 pezzi, ciò che equivale a un meno 71%.

Il settore ha subito un secondo mese di quasi paralisi, indica la Federazione dell'industria orologiera (FH) in un comunicato odierno. In aprile infatti la contrazione in termini monetari era stata dell'81%. I cinque primi mesi del 2020 si chiudono così con una flessione del 36%.

A livello regionale, tutti i principali mercati hanno osservato almeno un dimezzamento del fatturato. In ordine di importanza, la Cina segna -57%, Hong Kong -69%, la Germania -53%, gli Stati Uniti -79%, il Giappone -74% e gli Emirati Arabi Uniti -66%. Insieme queste sei realtà di sbocco del Made in Switzerland (che coprono una quota del 54% del totale) hanno visto i ricavi scendere del 66%. Osservata speciale era in particolare la Cina, che in aprile aveva registrato un certo recupero: "non sembra essersi ancora affermata una ripresa", commentano i responsabili di FH.

Poco significativo, in quanto sostanzialmente uniforme nei singoli comparti, appare l'andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un calo del 68% in termini di valore, la gamma 200-500 una flessione del 69%, il comparto 500-3000 un arretramento del 66% e la fascia oltre 3000 franchi un passo indietro del 68%.

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