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Maggiore cooperazione nella sicurezza e nella lotta all'estremismo violento in Europa: lo ha chiesto il consigliere federale Didier Burkhalter a Belgrado nel corso della riunione ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Il capo della diplomazia svizzera ha inoltre esortato i paesi dell'OSCE a raddoppiare gli sforzi nella collaborazione per la risoluzione definitiva del conflitto in Ucraina e la crisi migratoria. Burkhalter sostiene che le sfide sono transnazionali ed è dunque necessaria una risposta congiunta.

"La sicurezza in Europa non è in buono stato oggi", ha detto il consigliere federale di fronte ai suoi omologhi europei. "La crisi ucraina non è ancora regolata, anche se sono stati fatti dei progressi, la questione della Crimea non è risolta, il terrorismo jihadista e la crisi migratoria costituiscono nuove minacce transazionali", ha affermato.

Secondo Burkhalter, "l'OSCE rimane il mezzo indispensabile per rispondere a tutte queste sfide (...). Nella crisi ucraina, l'organizzazione ha dimostrato di essere una piattaforma di dialogo utile ed efficace".

Didier Burkhalter ha nuovamente chiesto un potenziamento dell'OSCE. Secondo lui è necessario migliorare la capacità delle missioni d'osservazione, ad esempio attraverso dei droni, ed espandere le relazioni economiche dei paesi colpiti da un conflitto.

Il discorso di Burkhalter a Belgrado ha segnato l'ultima partecipazione della Svizzera quale membro della troika dell'OSCE. Quest'ultima è composta dalla Serbia, che presiede quest'anno, dalla Germania, che prenderà le redini nel 2016, e dalla Svizzera che ha diretto l'OSCE lo scorso anno.

Il capo della diplomazia elvetica ha approfittato della riunione annuale per svolgere altri incontri bilaterali: tra gli altri si è intrattenuto anche con il segretario di Stato americano John Kerry, l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa dell'Ue Federica Mogherini e il ministro tedesco degli affari esteri Frank-Walter Steinmeier.

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SDA-ATS