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Ostaggi: Hamdani, procura ha 30 giorni per ricorso

TRIPOLI/BERNA - Il pubblico ministero libico ha 30 giorni di tempo per ricorrere contro il non luogo a procedere per "attività economiche illegali" deciso domenica da un tribunale di Tripoli nei confronti di Rachid Hamdani. Lo svizzero-tunisino, trattenuto nel paese africano dal 19 luglio 2008 con l'ingegnere bernese Max Göldi, non ha finora riottenuto il passaporto che gli era stato confiscato.
"Secondo gli usi libici, se il procuratore decide di presentare ricorso, lo fa nella settimana che segue la sentenza. Legalmente tuttavia, ha un termine di 30 giorni", ha indicato oggi all'ATS Alain Bovard, portavoce della sezione svizzera di Amnesty International (AI), precisando che finora il pubblico ministero non si è mosso. "Dal punto di vista legale, Hamdani è discolpato. Si tratta ora di una decisione politica", ha aggiunto Bovard.
Per lo stesso reato, Max Göldi è stato condannato sabato a una multa di mille dinari (circa 860 franchi). Contrariamente a Hamdani, il manager di ABB in Libia è ancora in attesa della sentenza d'appello per l'accusa di "soggiorno illegale", preannunciata per giovedì dopo essere stata rimandata il 4 febbraio per motivi imprecisati. In prima istanza Göldi era stato condannato il 30 novembre scorso, come Hamdani, a 16 mesi di carcere e 2000 dinari di multa. Hamdani è poi stato assolto dalla corte d'appello il 7 febbraio.
AI spera in un "verdetto clemente", ma rileva che ogni previsione è azzardata: "Non sappiamo infatti se il processo è stato aggiornato per un contrattempo o per motivi più strategici", rileva Bovard. Göldi e Hamdani sono bloccati in Libia dal 19 luglio 2008: una ritorsione del regime al breve arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, quattro giorni prima a Ginevra.

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