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TRIPOLI/BERNA - Max Göldi, uno dei due uomini d'affari svizzeri trattenuti in Libia dall'estate 2008, si è visto ridurre in appello da sedici a quattro mesi di carcere la pena per "violazione delle normative sui visti". Lo ha indicato all'agenzia reuters il legale dell'ostaggio elvetico. Non è ancora chiaro se in seguito alla sentenza Göldi potrà rapidamente tornare in Svizzera.
Nell'altro procedimento giudiziario che lo vedeva alla sbarra in Libia per violazione della legislazione locale sul commercio, Göldi è stato condannato la scorsa settimana a una multa di mille dinari, circa 800 franchi.
Il 55enne ingegnere bernese Göldi, che dirigeva la filiale libica di ABB, è trattenuto nel paese africano dal 19 luglio 2008 assieme al 70enne Rachid Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) e sposato con una ticinese.
L'azione contro di loro è stata ritenuta in Svizzera un atto di ritorsione, dopo che uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, era stato arrestato con la moglie Alina il 15 luglio 2008 in un albergo di Ginevra e trattenuto in guardina per due notti. La coppia era stata denunciata da due domestici maghrebini per maltrattamenti.

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SDA-ATS