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Decine di uomini armati vestiti da poliziotti hanno attaccato in grande stile, in piena notte, uno dei carceri più grandi del Pakistan dove sono detenute centinaia di talebani e di militanti di gruppi estremisti fuorilegge, liberandone decine, forse centinaia.

L'assalto è avvenuto Dera Ismail Khan, cittadina a 320 km a ovest di Lahore nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Secondo fonti della sicurezza pachistana, gli insorti si sono fatti strada grazie ad alcuni kamikaze che si sono fatti esplodere e sono penetrati nella penitenziario di massima sicurezza con razzi rpg, mortai e mitragliatrici, ingaggiando un conflitto a fuoco con la polizia e prendendo in ostaggio i degenti di un vicino ospedale e di un'abitazione.

L'Ispettore generale delle carceri Khalid Abbas ha sostenuto che "35-40 militanti che indossavano uniformi della polizia hanno provocato prima un'esplosione, che ha fatto crollare uno dei muri di recinzione del centro di detenzione, e poi hanno gravemente danneggiato due trasformatori elettrici, che hanno fatto piombare la struttura nel buio più completo".

Da parte sua, un portavoce di Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), Shahidullah Shahid, ha rivendicato l'azione, dicendo che circa 150 mujaheddin sono stati mobilitati nell'operazione nella quale sono stati liberati circa 300 militanti, fra cui diversi capi. Stando al commissario della polizia Mushtaq Jadoon, complessivamente sono evasi 243 prigionieri.

All'alba le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo, dopo ore di scontri, delle installazioni del carcere. Il portavoce degli insorti ha ammesso la perdita di due uomini, mentre il vice commissario di polizia della città Amir Khattak ha parlato di "cinque agenti ed un membro della sicurezza di un vicino ospedale uccisi e di una decina di feriti".

Il governo ha imposto il coprifuoco a Dera Islail Khan nel tentativo di bloccare le decine di militanti che hanno partecipato all'attacco.

Il carcere ospita circa 5'000 detenuti; di essi circa 250 appartengono a gruppi estremisti islamici, di cui 45 comandanti.

Le autorità provinciali a Peshawar hanno ammesso di aver ricevuto un paio di settimane fa informazioni su un possibile attacco armato nella provincia basato su intercettazioni telefoniche.

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SDA-ATS