NEW DELHI - Restano in carcere i cinque giovani americani arrestati il mese scorso in Pakistan ed accusati di aver progettato attacchi terroristici. Oggi si è svolta la prima udienza del processo e il giudice ha rinviato tutto al prossimo 18 gennaio, mantenendo però l'accusa di terrorismo e la carcerazione. I cinque, se condannati, rischiano l'ergastolo.
Interrogati dal pubblico ministero, i giovani hanno dichiarato che intendevano andare in Afghanistan per "aiutare i fratelli musulmani" portando soldi e medicine. I loro difensori hanno aggiunto che i cinque volevano aiutare i feriti e i profughi della guerra, e hanno negato che abbiano mandato mail ad al Qaida in Afghanistan per offrirsi come combattenti contro Pakistan e Usa.
Ma secondo l'accusa, il compito dei cinque, dopo un periodo di addestramento, sarebbe stato proprio quello di compiere attentati in Pakistan. I cinque giovani, con passaporto americano, sono stati arrestati a Sardogha, in Pakistan, all'inizio dello scorso mese di dicembre. Gli Stati Uniti vorrebbero interrogarli e processarearli, ma finora il governo pachistano ha permesso solo a qualche agente dell'Fbi di avere brevi contatti con loro.

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