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Colpito da un drone e ucciso il ricercatissimo numero uno dei talebani pachistani, Mehsud. Il raid americano ha decapitato il principale gruppo estremista del Pakistan e assestato un duro colpo al dialogo di pace avviato di recente dal governo di Islamabad con i talebani che controllano parte dei territori di etnia pashtun del nord ovest. Come prima conseguenza una delegazione governativa che doveva recarsi domani in quei territori per prendere contatto con i talebani, è stata bloccata da Islamabad.

Il numero uno del Tehrik-e-taleban Pakistan (Ttp), Hakimullah Mehsud è stato ucciso insieme ad altri quattro militanti da una raffica di razzi lanciato da un velivolo pilotato a distanza nella regione tribale del Nord Waziristan, vicino al confine con l'Afghanistan. La notizia è stata confermata prima da fonti di intelligence locali e poi dagli stessi talebani. Ma sul numero delle vittime c'è ancora confusione: secondo altri fonti sarebbero 25 i morti.

L'eliminazione del potente comandante giunge a sorpresa, all'indomani dell'annuncio del primo ministro, Nawaz Sharif, dell'avvio di un dialogo con lo stesso Ttp, un movimento che raggruppa decine di fazioni di estremisti lungo la fascia di confine e che è responsabile di decine di stragi e attacchi contro obiettivi militari. Di recente, Mehsud si era mostrato disponibile ad accettare l'invito del governo di Islamabad sedersi al tavolo dei negoziati.

Secondo una fonte locale, il comandante aveva partecipato poco prima del blitz con una ventina di capi tribali a una shura (consiglio) sulla possibilità di aprire un dialogo attraverso dei mediatori che erano già stati individuati. Da quanto si è appreso, il raid, il secondo in appena 24 ore nella stessa zona, ha colpito un gruppo di uomini che uscivano da una moschea nei pressi del capoluogo di Miran Shah. Oltre a Mehsud sono morti anche altri suoi due importanti collaboratori, la guardia del corpo Tariq Mehsud e l'autista Abdullah. Inoltre fra le vittime vi sarebbe anche uno zio di Hakimullah Mehsud.

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SDA-ATS