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ROMA - I talebani, con una dichiarazione che lascia desumere una minaccia di attentati, hanno definito "inaccettabile" la presenza nel paese alluvionato di operatori umanitari stranieri. Lo riferisce il sito della Bbc.
Il portavoce del Movimento dei talebani pachistani, il Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp, già responsabile di attentati che hanno causato migliaia di morti) ha sostenuto che gli Stati Uniti e altri paesi non si stanno concentrando solo sui bisogni degli alluvionati ma hanno anche altre "intenzioni": "nessun sostegno sta arrivando alle persone colpite e, dal momento che le vittime non ricevono aiuto, quest'orda di stranieri per noi non è affatto accettabile". "Quando diciamo che qualcosa è inaccettabile per noi, ognuno può tirarne le conclusioni", ha aggiunto il portavoce Azam Tariq in dichiarazioni all'agenzia Ap.
Il Tehrik-i-Taliban Pakistan, basato nella regione tribale ai confini con l'Afghanistan - ricorda la Bbc - è un alleato di Al Qaida ed è il gruppo islamico più violento del paese. Negli ultimi anni gli sono stati ascritti numerosi attentati anche contro stranieri. Ne sei mesi passati il livello della sua attività terroristica si è abbassato ma fin dall'inizio dell'emergenza alluvioni il gruppo ha messo in guardia dall'accettare l'aiuto straniero, considerato un'indesiderata interferenza nella repubblica islamica del Pakistan.
Un portavoce dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha riferito che le operazioni di soccorso sono già state condizionate dalla minaccia terroristica in Balucistan e nella Khyber Pakhtunkhwa una provincia un tempo nota come della Frontiera del Nord Ovest. Questo pericolo, ha detto ancora il portavoce Oms citato dalla Bbc, comporta o una riduzione del flusso di aiuti o un aumento dei costi per misure di sicurezza.

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SDA-ATS