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Per passare il tempo, un principe saudita è andato a fare un "safari ornitologico" in Pakistan e ha fatto una vera e propria strage di uccelli a rischio di estinzione. Ha così assestato un duro colpo agli sforzi degli ambientalisti impegnati a salvare la Houbara Bustard (Chlamydotis undulata), uccello migratore che nidifica in Africa e Asia. Ben fornito di denaro, il principe saudita si è tolto lo sfizio di organizzare, all'inizio dell'anno, una mega-battuta di caccia nella provincia pachistana del Baluchistan: in sole tre settimane lui e il suo seguito hanno ucciso circa 2.100 esemplari del raro pennuto.

La "strage degli innocenti" sarebbe passata inosservata se un attento impiegato del Dipartimento delle Foreste e della Fauna selvatica del Baluchistan non avesse compilato un meticoloso, ed esplosivo, rapporto da cui è emerso il comportamento totalmente illegale del principe Fahd bin Sultan bin Abdul Aziz Al Saud, governatore di Tabuk, e degli uomini del suo seguito.

Il solerte dipendente non ha rivolto alcuna specifica accusa al gruppo ferocemente impegnato nella caccia alla Houbara con l'uso di falchi appositamente addestrati. Ma la Tv DawnNews ha rivelato che, nonostante la protezione totale di cui formalmente gode in Pakistan questo uccello capace anche di correre a terra ad una velocità di 40 km orari, il governo ha fatto uno strappo alla regola ed ha concesso un permesso eccezionale all'autorevole e danaroso ospite.

Il fatto è che l'autorizzazione non costituiva un permesso di libertà d'azione totale. Diceva, ad esempio, che solo il principe poteva, e solo per una decina di giorni, dedicarsi al suo sport preferito, con un target massimo di 100 esemplari di Houbara abbattuti, ed evitando comunque accuratamente riserve e zone protette.

Ma dai calcoli elaborati nel rapporto si evince senza ombra di dubbio che il principe Fahd, contando forse su complicità governative, ha allungato il suo "safari" a 21 giorni (dall'11 al 31 gennaio) abbandonandosi ad un vero e proprio massacro dei rari uccelli, collezionando 1.977 prede e permettendo inoltre ai suoi accompagnatori di ucciderne altre 123.

Ma c'è di più: per raggiungere il suo obiettivo il dignitario saudita non ha esitato a infrangere anche la proibizione di cacciare nelle zone protette, entrando senza porsi problemi con mezzi di trasporto e falchi anche nella Riserva di Gut e nella vicina Foresta di Koh-i-Sultan.

SDA-ATS