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Pakistan: svizzeri rapiti, talebani vogliono scambio

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2011 - 16:08
(Keystone-ATS)

I ribelli del Movimento dei talebani del Pakistan (TTP) hanno nelle loro mani i due svizzeri rapiti a inizio mese, e per liberarli vogliono il rilascio di una scienziata detenuta negli Stati Uniti. Lo ha indicato all'agenzia Associated Press (AP) Waliur Rehman, numero due del gruppo. La coppia di bernesi non è stata torturata, ha aggiunto.

Rehman ha dichiarato alla AP di aver ordinato il rapimento per ottenere la libertà di Aafia Siddiqui - madre di tre figli che ha studiato al noto Massachussetts Institute of Technology (MIT) e alla Brandeis University -, condannata a 86 anni di galera per aver tentato di uccidere ufficiali americani in Afghanistan.

"La coppia svizzera è nelle mani del TTP. Si trovano in un luogo molto sicuro", ha dichiarato il vice comandante del gruppo alleato con al-Qaida. Rehman ha specificato che se la donna non verrà liberata una corte talebana deciderà della sorte della coppia elvetica. Non sono però state fornite date di scadenza.

"Rilasceremo gli ostaggi se gli Stati Uniti libereranno Aafia Siddiqui. Il riscatto non è un'opzione. La loro liberazione sarà possibile in cambio del rilascio della donna", ha aggiunto. I rappresentanti dell'ambasciata svizzera e di quella americana di Islamabad si sono rifiutati di commentare la richiesta dei talebani, scrive la AP.

I due cittadini svizzeri erano stati rapiti a inizio luglio da uomini armati nella provincia del Belucistan, nel sud-ovest del Pakistan. La polizia cantonale bernese aveva confermato che l'uomo è un agente tuttora in servizio mentre la moglie lo è stata fino a qualche tempo fa. I due stavano compiendo un viaggio privato.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha rapidamente istituito una task force interdipartimentale, guidata dall'ambasciatore Christian Dussey, con l'obiettivo di liberare i due ostaggi in buona salute.

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