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ISLAMABAD - Il governo del Pakistan ha inviato oggi ufficialmente a Camera e Senato di Islamabad un progetto di riforma della Costituzione nazionale che si propone di sottrarre potere al presidente della repubblica, rafforzando nel contempo il ruolo del primo ministro e del Parlamento.
Conosciuto con il nome di "18th Amendment Bill", il progetto é stato messo a punto da un comitato di 26 membri interpartitico presieduto da Mian Raza Rabbani, e dovrà essere trasformato in legge con una maggioranza dei due terzi che, secondo gli esperti, sarà facilmente ottenuta.
Una volta in vigore, il nuovo provvedimento ridurrà in modo drastico i poteri del presidente, Asif Ali Zardari, che sono frutto di una riforma costituzionale avvenuta durante la dittatura del generale Pervez Musharraf, fra cui quelli di esonerare il premier e sciogliere le Camere.
Lo stesso Zardari, che ha fatto sapere di non avere problemi a rinunciare a parte dei poteri che gli attribuisce la Costituzione, interverrà lunedì in Parlamento per formalizzare la sua posizione. Successivamente Camera e Senato esamineranno il testo separatamente.
Oltre a rafforzare il ruolo del premier, per il quale cade il limite dei due mandati, e dei capi di governo provinciali, il nuovo testo introduce forme di trasparenza democratica, come il voto palese per le nomine più importanti, e una maggiore autonomia legislativa per le province.
Accolto con disponibilità ma senza entusiasmo da Zardari, che è alle prese con la possibile riapertura di processi per corruzione riguardanti tangenti pagate in Svizzera, il 18th Amendment Bill è stato invece salutato con entusiasmo dal leader dell'opposizione e per due volte premier, Nawaz Sharif, e dall'attuale primo ministro, Yusuf Raza Gilani.

SDA-ATS