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Papa: no a bizantinismi teologici e spirituali

"Fa male al cuore, davanti a una Chiesa e a un'umanità con tante ferite morali ed esistenziali, ferite di guerra che sentiamo tutti i giorni, vedere i cristiani cominciare a fare 'bizantinismi' filosofici, teologici, spirituali". È quanto esclama Papa Francesco nel discorso rivolto al Movimento dei Focolari, ricevuto in udienza nella sala Clementina del palazzo Apostolico in Vaticano.

Il Papa sottolinea che "serve invece una spiritualità dell'uscire, non di rimanere chiusi a quattro mandate: questo non va, questo è bizantinismo - accusa Francesco - oggi non abbiamo diritto alla riflessione bizantinistica; oggi dobbiamo uscire perché, come ho detto altre volte, la Chiesa sembra un ospedale da campo e quando si va in un ospedale da campo il primo lavoro è curare le ferite, non fare il dosaggio del colesterolo... Questo verrà dopo: è chiaro?", ribadisce.

A cinquant'anni dal Concilio Vaticano II, osserva ancora il Papa, "la Chiesa è chiamata a percorrere una nuova tappa dell'evangelizzazione, testimoniando l'amore di Dio per ogni persona umana, a cominciare dai più poveri e dagli esclusi, per far crescere con la speranza, con la fraternità e con la gioia, il cammino dell'umanità verso l'unità".

In tal senso, "occorre diventare esperti in quell'arte che si chiama 'dialogò e che non si impara a buon mercato. non possiamo accontentarci di mezze misure; non possiamo indugiare ma piuttosto, puntare in alto e allargare lo sguardo".

Per "far fronte alle sfide che ci stanno di fronte", conclude Francesco, "senza un'adeguata opera di formazione delle nuove generazioni, è illusorio pensare di poter realizzare un progetto serio e duraturo, a servizio di una nuova umanità".

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