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Papa: pedofilia anche nella chiesa, è ora di condannare

CITTÀ DEL VATICANO - Alcuni religiosi hanno violato dignità e diritti dei bambini, un comportamento che la Chiesa "non manca e non mancherà di deplorare e condannare": Benedetto XVI non ha aspettato l'incontro in programma per il 15 e 16 febbraio con i vescovi irlandesi - protagonisti del più recente tra gli scandali di abuso, non solo sessuale, nei confronti di minori all'interno della Chiesa - per ribadire con forza la sua riprovazione. Già espressa più volte, ma sempre con maggior forza.
In Vaticano si è aperta questa mattina l'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la Famiglia, dedicata, nel ventesimo anniversario della Convenzione internazionale sulle misure a tutela del bambino adottata dalle Nazioni Unite nell'89, ai diritti dell'infanzia. Una questione che al Papa sta molto a cuore.
"La tenerezza e l'insegnamento di Gesù, che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio - ha detto oggi ai partecipanti alla Plenaria del dicastero - hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura". E ancora: "le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli, impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore".
E dure sono state anche le parole di papa Ratzinger sui preti pedofili. "La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo, - ha ricordato - ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi - ha sottolineato - alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa - ha assicurato - non manca e non mancherà di deplorare e condannare".
"Vergogna", "sdegno", "tradimento", "crimini odiosi": già nell' incontro con i vescovi irlandesi dello scorso 11 dicembre Benedetto XVI non si era risparmiato nel condannare gli abusi messi in luce dal rapporto Ryan prima, e di quello, successivo, del giudice Murphy, un album di ordinari orrori perpetrati in alcuni istituti religiosi, spesso confusi - sottolineano i rapporti - con metodi di rieducazione: abusi sessuali, umiliazioni, punizioni corporali.
Comportamenti che Ratzinger ha fatto chiaramente capire di non voler più tollerare all'interno della Chiesa, né nascondere sotto il tappeto, promettendo imminenti interventi, ma soprattutto dando di fatto il via libera alla consegna dei responsabili ai tribunali, costi quel che costi. Un primo segno dovrebbe essere l'annunciata lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda, in cui dovrebbero essere enunciate alcune "indicazioni pratiche" per affrontare questa piaga.
Intanto, Benedetto XVI, estende le sue esortazioni ad una più generale tutela dell'infanzia, che non si fermi alla battaglia contro la pedofilia. Tra le sue preoccupazioni - ha sottolineato nel suo discorso alla plenaria per la Famiglia - anche la crisi della famiglia tradizionale: separazioni, divorzi, unioni omosessuali.
"E' proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna - ha detto - l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini", che hanno bisogno di "ambedue i genitori" e delle figura complementari "materna e paterna". Separazioni e divorzi "non sono senza conseguenze", avverte il pontefice", e la famiglia va sostenuta anche e soprattutto per difendere i diritti dei bambini.
Un impegno sollecitato anche dal segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, nella messa inaugurale della plenaria.

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