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Papa parla su Santa Sofia, "sono molto addolorato"

Il pontefice ha parlato. KEYSTONE/AP/Riccardo De Luca sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2020 - 16:47
(Keystone-ATS)

Tre parole che pesano come un macigno: "Sono molto addolorato". Papa Francesco ha scelto l'Angelus per esprime il suo dolore alla decisione del Presidente della Turchia Erdogan di riconvertire Santa Sofia in moschea.

Una decisione che scuote il mondo cristiano e sulla quale già si erano duramente espressi i massimi capi delle Chiese ortodosse. Una novità che il presidente turco ha assunto in un momento di difficoltà politica interna, rispondendo ai desideri della frangia islamica più radicale, ma che potrebbe essere foriera di "nuovi conflitti", come teme anche il Consiglio Mondiale delle Chiese che ha scritto una lettera al presidente per chiedergli di rivedere la decisione.

La Santa Sede aveva in questi giorni scelto la strada del silenzio. Unica voce era stata la cronaca dei fatti, senza commenti, sui media vaticani, dall'Osservatore Romano al portale Vatican News. Un silenzio che non era passato inosservato. "Il silenzio ingiustificato della Santa Sede e personalmente di Papa Francesco sulla questione incandescente della conversione della emblematica chiesa di Santa Sofia in una moschea provoca preoccupazione e tristezza nel mondo cristiano", scriveva il portale Orthodox Times. Ma anche la stampa greca, a partire dalla Cnn locale, aveva parlato di "silenzio assordante" del pontefice.

E invece, con una frase aggiunta oggi all'ultimo momento a braccio, il pontefice ha espresso pubblicamente la sua contrarietà. Probabilmente il pensiero in quel momento era per il suo amico e "fratello", come lo chiama in ogni occasione, il Patriarca greco-ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, che, dalla sua Turchia, ha più volte ribadito che "la conversione di Santa Sofia in moschea deluderebbe milioni di cristiani nel mondo".

Ci sono i preziosi mosaici che raffigurano la Madonna e i santi in quel luogo che dal 24 luglio ospiterà la preghiera del venerdì dei musulmani. Fu infatti originariamente una cattedrale bizantina dedicata alla Sapienza Divina, inaugurata nel 537 sotto l'imperatore cristiano Giustiniano; poi moschea, quando gli Ottomani nel 1453 conquistarono Costantinopoli e ribattezzarono la città Istanbul. Poi ancora convertita in museo nel 1934 con un decreto del padre fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk. E ora di nuovo moschea.

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