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Papa vede vittime Fukushima: coraggio su nuova energia

Papa Francesco in Giappone. KEYSTONE/AP Pool AFP/BEHROUZ MEHRI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 novembre 2019 - 17:42
(Keystone-ATS)

Papa Francesco ha voluto incontrare oggi le famiglie che hanno vissuto la tragedia di Fukushima e lanciare un messaggio al mondo sui pericoli dell'energia nucleare.

Sono passati otto anni dalla tragedia che mise in ginocchio il Giappone con un terremoto, uno tsunami e l'incidente alle centrale nucleare di Fukushima. I morti furono 18mila, ma migliaia di persone soffrono ancora le conseguenze materiali del triplice disastro.

Occorre "prendere decisioni coraggiose e importanti sull'uso delle risorse naturali, e in particolare sulle future fonti di energia", ha detto Papa Francesco. "Fino a quando i legami sociali non saranno ristabiliti nelle comunità locali e le persone avranno di nuovo una vita sicura e stabile, l'incidente di Fukushima non sarà completamente risolto.

Ciò implica, al tempo stesso, come hanno ben sottolineato i miei fratelli vescovi del Giappone, la preoccupazione per il prolungarsi dell'uso dell'energia nucleare, per cui hanno chiesto l'abolizione delle centrali nucleari".

Nel corso della giornata il pontefice ha lanciato altri messaggi che hanno parlato dritto al cuore dei giapponesi: il troppo lavoro e la smania di competizione possono rendere "infelici e schiavi". Una piaga, questa dell'ansia di raggiungere il successo, che tocca anche i giovani che spesso "non ridono, non giocano, non conoscono il senso della meraviglia e della sorpresa.

Come zombi - ha usato questa parola Papa Francesco -, il loro cuore ha smesso di battere a causa dell'incapacità di celebrare la vita con gli altri".

Poi parlando con le autorità tocca un altro tasto, quello del divario tra ricchi e poveri, ancora più stridente in una società avanzata e benestante come quella giapponese. E al proposito ha rimarcato che "la civiltà di una nazione o di un popolo non si misura dal suo potere economico ma dall'attenzione che dedica ai bisognosi".

E' stata una giornata ricca di appuntamenti per Francesco che ha anche avuto incontri riservati con le massime autorità del Paese. Prima con l'imperatore Naruhito. Al centro del colloquio ancora la tragedia dell'atomica di Hiroshima e Nagasaki. Papa Bergoglio ha confidato che ancora ricorda come 74 anni fa, quando aveva 9 anni, vide i genitori piangere.

Infine l'abbraccio con i 50mila fedeli al Tokyo Dome. Tra i concelebranti anche l'amministratore apostolico della diocesi di Hong Kong, il cardinale John Tong Hon, che si trova a far fronte in questi giorni ad una situazione difficile, la più delicata degli ultimi anni per l'ex colonia britannica.

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