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Diverse centinaia di uomini del villaggio di Raicoast, in Papua Nuova Guinea, sono discese nel vicino villaggio di Sasiko alla "caccia" di persone ritenute streghe e la loro furia si è scatenata per tutta la giornata di lunedì lasciando sul terreno 6 vittime, tra cui due bambine sotto i cinque anni.

Più di 20 persone sono rimaste ferite e diverse case incendiate. La polizia in Papua Nuova Guinea ha arrestato 180 persone. Secondo media locali citati dalla radio nazionale australiana Abc, le autorità hanno esortato la popolazione a mantenere la calma e i familiari delle vittime dall'astenersi da attacchi di vendetta.

Vi sono credenze diffuse nella stregoneria nell'arcipelago del Pacifico, specie nelle regioni più remote, dove molti non accettano cause naturali per sfortuna, malattie, incidenti o morte. "La crescente frequenza di attacchi e di uccisioni di persone accusate di stregoneria" è stata condannata di recente dallo speciale relatore dell'Onu sulla violenza contro le donne, secondo cui la stregoneria è spesso usata come pretesto per mascherare gli abusi contro le donne.

In seguito a violenti attacchi in cui donne accusate di stregoneria sono state torturate e bruciate vive, lo scorso anno il Parlamento di Port Moresby ha ripristinato la pena di morte per crimini violenti e ha abrogato una legge del 1971 che offriva forti attenuanti per tali crimini, se l'accusato agiva per fermare atti di stregoneria.

Secondo Amnesty tuttavia, le riforme non hanno ridotto la violenza legata alla stregoneria e il governo deve introdurre misure urgenti per proteggere le donne a rischio, come istituire dei rifugi e fornire fondi di emergenza per aiutarle a mettersi in salvo.

SDA-ATS