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Un gruppo di almeno una trentina di malviventi ha messo a segno il colpo del secolo ieri a Ciudad del Este - sulla triplice frontiera fra Paraguay, Argentina e Brasile. I rapinatori sono fuggiti con circa 40 milioni di dollari.

L'operazione era stata ben organizzata, con metodo paramilitare: prima c'è stata un'ondata di esplosioni nella città - bombe istallate in automobili per distrarre l'attenzione delle forze dell'ordine - e poi l'assalto alla sede centrale della Prosegur, una compagnia specializzata in trasporti di sicurezza, dove la cassaforte principale è stata aperta con altri ordigni esplosivi.

Incappucciati e pesantemente armati con fucili automatici e mirini telescopici, i delinquenti si sono spostati rapidamente attraverso la città, sparando indiscriminatamente sulla gente. Almeno un poliziotto è morto e altri due sono rimasti feriti in diversi scontri a fuoco.

Sui social network è stata una moltiplicazione di immagini e video sulla spettacolare operazione ("sembrava di essere in Siria", ha detto un testimone su Twitter). Secondo molti testimoni i rapinatori parlavano portoghese, per cui le autorità pensano che i responsabili di quella che è già considerata la più grande rapina nella storia del paese appartengano a una banda brasiliana, forse il Primo Comando Capitale, considerata la principale organizzazione criminale del paese vicino.

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SDA-ATS