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Gli insegnanti di uno degli attentatori suicidi fuori lo stadio di Saint Denis avevano segnalato mesi prima del tragico 13 novembre la sua radicalizzazione e condotta anomala. Ma quell'allarme non fu mai preso in alcuna considerazione dalle autorità di sicurezza.

Stavolta è dai documenti interni della scuola Anneessens-Funck, nel centro di Bruxelles, a 350 metri dal celebre Manneken Pis, che emerge l'ennesima grave falla nel sistema di prevenzione anti-terrorismo belga.

Molto tempo prima delle stragi di Parigi, i professori di Bilal Hadfi, cittadino francese ma residente in Belgio, avevano segnalato il fatto che il giovane esprimesse regolarmente opinioni islamiste radicali. E per questo motivo era stato mandato diverse volte a interloquire con il preside della scuola.

In particolare, l'allarme era partito a febbraio, poche settimane dopo il massacro nella sede di Charlie Hebdo. Più tardi, il giovane partì per la Siria. Ad aprile, i docenti avevano informato le autorità scolastiche centrali sui loro sospetti su Hadfi. Ma dopo questo passo, il nulla: nessuna struttura della sicurezza mosse un dito e quell'allarme rimase inascoltato.

Su questi problemi di comunicazione è stata aperta un'inchiesta giudiziaria. Alcuni docenti sono stati interrogati per chiarire la vicenda. Da segnalare che, come rivela la stampa belga, sempre Bilal Hadfi compariva già da tempo nelle liste dei sospetti dell'Ocam, la struttura di coordinamento della Polizia per l'analisi del rischio. Persino la madre di Bilal, in una recente intervista, ha detto che il figlio, nei giorni prima della strage di Parigi, era come "una pentola a pressione, pronto a farsi scoppiare da un momento a un altro".

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SDA-ATS