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Nuova polemica tra Bruxelles e Parigi per le 'fughe di notizie' che ostacolerebbero lo svolgimento delle indagini sugli attentati. La Procura federale di Bruxelles ha criticato la diffusione ieri sera sui media francesi dell'identità della terzo kamikaze.

La divulgazione dell'identità dell'uomo, il belga-marocchino Chakib Akrouh morto nel raid a Saint-Denis, ha vanificato il risultato delle perquisizioni odierne condotte a Molenbeek nella casa della famiglia, che non hanno prodotto risultati.

"La Procura di Parigi ha fatto di tutto per tenerci al corrente a tempo debito, ma nel frattempo il danno era fatto", ha dichiarato la Procura di Bruxelles. "Abbiamo rapidamente lanciato delle perquisizioni oggi, ma la probabilità che questo porti a un vicolo cieco è grande", ha sottolineato.

La famiglia Akrouh ha sostenuto con la polizia, riferisce la televisione pubblica Rtbf, di non avere più rapporti con Chakib dal luglio 2013 quando è partito in Siria "per fare dell'attività umanitaria". Non è stato sequestrato nessun tipo di materiale, e solo il padre è stato prelevato per essere sentito, mentre il fratello è sceso in strada e ha minacciato i giornalisti presenti.

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SDA-ATS