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Lo Spiegel in edicola domani racconta nuovi dettagli sulla circostanza che Abdelhamid Abaaoud, ritenuto la mente degli attentati di Parigi e ucciso il 18 novembre nel blitz di Saint-Denis, fosse ben noto come terrorista islamico ai giudici.

Il settimanale cita documenti di un tribunale (senza specificare nell'anticipazione fornita di quale tribunale si tratti) che a luglio di quest'anno aveva condannato Abaaoud a 20 anni in contumacia per associazione terroristica e per il rapimento del fratello minorenne Younès.

I documenti del tribunale ripresi dallo Spiegel descriverebbero il percorso di radicalizzazione compiuto da Abaaoud. Vengono citati il ritrovamento nel gennaio 2014 di oggetti contundenti e targhe di auto rubate nel suo appartamento di Molenbeek e la presenza di scritte inneggianti allo Stato islamico sulla porta. "Il tribunale aveva concluso che Abaaoud avesse compiuto reati criminali per sostenere la jihad in Siria", scrive lo Spiegel.

Il settimanale prosegue citando un estratto della sentenza di condanna: "Alcuni elementi fanno sospettare che appartenga da lontano o da vicino a una cellula che si prepara a compiere uno o più attentati in Belgio".

Abaaoud e Salah Abdeslam, il super-ricercato, fratello di uno dei kamikaze di Parigi, si conoscevano da molto tempo, ricorda infine lo Spiegel che conclude: secondo nostre informazioni, i due hanno avuto in parte un percorso criminale comune e, nel 2010, rapinarono assieme un'autorimessa nell'area di Bruxelles.

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SDA-ATS