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Parlamento: quattro giorni all'insegna del Covid-19

La sala del Consiglio nazionale a Bernexpo. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2020 - 07:00
(Keystone-ATS)

Dopo la brusca interruzione della sessione primaverile delle camere federali a causa dell'epidemia di coronavirus, il parlamento tornerà a riunirsi dal 4 al 7 maggio per una sessione straordinaria.

Il Parlamento è chiamato ad esaminare il "pacchetto" di provvedimenti in aiuto all'economia deciso dal Consiglio federale per la somma di 40 miliardi di franchi.

Le commissioni chiamate ad esaminare le richieste di credito raccomandano l'adozione delle misure governative volte a mitigare l'impatto economico e sociale del semi confinamento cui è stata costretta la popolazione.

Per rispettare le misure igieniche e, soprattutto, di distanziamento sociale, i deputati si riuniranno per l'occasione negli ampi spazi di Bernexpo. Tra l'altro, i deputati potranno indossare mascherine protettive. Per evitare assembramenti, restrizioni sono previste anche per i giornalisti; i media potranno inviare sul posto un solo rappresentante. Il costo del trasloco è stimato in 3,5 milioni di franchi.

I crediti non sono contestati: tuttavia, le Camere affronteranno tutta una serie di proposte volte ad estendere la cerchia dei beneficiari della "manna" federale", oppure destinate ad agevolare la ripresa economica mediante, per esempio, l'esenzione dal pagamento degli interessi per le imprese che hanno ottenuto un credito ponte.

Fideiussioni

Il grosso dell'impegno finanziario della Confederazione - 40 miliardi di franchi - è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità.

La Confederazione garantisce al 100% i crediti-ponte (crediti Covid-19) fino a 500 mila franchi e per l'85% quelli fino a 20 milioni. La delegazione delle finanze delle Camere federali ha già approvato i primi 30 miliardi. Le commissioni delle finanze dei due rami del parlamento sono d'accordo.

Il plenum dovrà discutere una mozione che chiede di allungare da 5 a 8 anni la garanzia della Confederazione. Un'altra mozione domanda invece di non prelevare alcun tasso di interesse scaduto il primo anno sui crediti-ponte fino a 500 mila franchi.

Lavoro ridotto

Un altro pilastro dell'intervento statale riguarda le indennità per lavoro ridotto, uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti. Il Consiglio federale ha esteso i beneficiari che possono godere di questo strumento e allentato alcune condizioni per farne richiesta, per esempio eliminando il periodo di attesa.

Possono far capo al lavoro ridotto anche i lavoratori con contratti a termine o temporaneo, gli apprendisti e quei soggetti che la quarantena ha posto in una situazione difficile. Per l'occasione, il Consiglio federale ha deciso di rimpinguare il Fondo per l'assicurazione disoccupazione con 6 miliardi, una somma che le commissioni raccomandano di accogliere.

Indennità per perdita di guadagno

Le Indennità per perdita di guadagno (IPG) rappresentano un altro strumento fondamentale per attenuare gli effetti nefasti del coronavirus. Possono approfittarne quei genitori rimasti a casa, in assenza di alternative, per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole. Queste persone hanno diritto all'80% del salario (ma al massimo 196 franchi al giorno). Il governo chiede un credito di 4 miliardi, che le commissioni approvano.

L'esecutivo ha poi esteso i beneficiari, includendovi i casi di rigore tra gli indipendenti. Anche quei lavoratori autonomi non interessati da uno stop delle attività, ma i cui affari risentono negativamente della situazione attuale, hanno diritto a un aiuto se il loro reddito annuale non supera i 90 mila franchi. Il Consiglio federale prevede un credito di 1,3 miliardi.

Materiale sanitario, cultura, sport

Spese per centinaia di milioni, in alcuni casi per miliardi, sono previste anche per ambiti quali il settore sanitario, lo sport e la cultura. Per la sanità, oltre ai primi 400 milioni liberati per l'acquisto di mascherine protettive, respiratori, defibrillatori e un vaccino che ancora non esiste, il Consiglio federale chiede un secondo importo di 2,1 miliardi.

Oltre a mascherine e respiratori, tale somma dovrà servire per procacciarsi guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali.

Per la cultura sono previsti 280 milioni, in particolare per quei soggetti attivi nell'organizzazione di manifestazioni annullate a causa della pandemia, ma anche per singole persone che non beneficiano delle IPG.

Allo sport sono stati promessi 100 milioni destinati sia alle organizzazioni attive nello sport professionistico sia per quelle coinvolte in manifestazioni per dilettanti.

Nidi, protezione popolazione,

aiuto umanitario

Diversamente dal Consiglio federale, la commissione delle finanze del Nazionale intravvede la necessità di intervenire per sostenere con 100 milioni a favore le strutture per la custodia extra famigliare dei bambini.

Per l'impiego della protezione civile, il Consiglio federale chiede 23,4 milioni, pari a 840 mila giorni di servizio a 27,50 franchi cadauno. Importi sotto i cinque milioni serviranno invece per coprire le spese per la sessione straordinaria che si terrà a Bernexpo e per il sostegno all'industria della carne penalizzata dalla chiusura dei ristoranti.

Il Parlamento dovrà anche approvare l'impiego dell'esercito a sostegno delle autorità civili. Il benestare è indispensabile quando vengono chiamati più di 2000 soldati oppure il servizio d'appoggio dura oltre tre settimane. Una mozione domanda anche di innalzare di 100 milioni l'aiuto umanitario destinato soprattutto ai rifugiati in Grecia.

Aiuto ai media

Le Commissioni delle telecomunicazioni dei due rami del parlamento domandano anche aiuti per 65 milioni destinati ai media, in seguito al crollo della entrate pubblicitarie. Una prima mozione chiede di sostenere l'agenzia di stampa Keystone-ATS affinché sia in grado di diffondere gratuitamente ai suoi abbonati nelle tre lingue i suoi testi del servizio di base.

La mozione prevede inoltre lo stanziamento dei mezzi necessari per l'invio gratuito dei giornali regionali e locali da parte della Posta (circa 25 milioni) e una riduzione del prezzo per il recapito degli altri quotidiani (10 milioni). La seconda mozione auspica che le emittenti radiotelevisive locali e regionali vengano sostenute con 30 milioni in più rispetto al 2019.

Un'altra mozione vuole che ristoratori e o gestori di altre aziende che hanno dovuto chiudere a causa delle misure di protezione adottate contro il coronavirus versino al proprietario dell'immobile solo il 30% dell'affitto per la durata della serrata.

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