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Pazienti pagano sempre più per cure a domicilio, UST

Nello Spitex, la tendenza a livello nazionale è di accrescere la partecipazione ai costi dei pazienti. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2019 - 11:21
(Keystone-ATS)

Lo scorso anno, in Svizzera, i pazienti che fanno capo a servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD, comunemente noti anche con l'acronimo tedesco Spitex) hanno sborsato di tasca propria il 22% in più dell'anno prima.

Globalmente hanno pagato il 10% della somma presa a carico dagli assicuratori. Le differenze tra cantoni sono considerevoli. In Ticino, ma anche in Vallese, a Friburgo e a Neuchâtel l'ente pubblico non trasferisce costi ai fruitori di queste prestazioni, indica la documentazione pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST). In questi quattro cantoni latini il rapporto dei costi sostenuti dai pazienti rispetto a quelli coperti dagli assicuratori è dello 0%. Altrove invece i clienti dei SACD sono assai più sollecitati: in cima alla graduatoria si trova il Canton Obvaldo, in cui i clienti dello Spitex assumono il 28% della spesa coperta dagli assicuratori. Nei Grigioni il rapporto è del 9%.

La tendenza a livello nazionale è di accrescere la partecipazione ai costi dei pazienti, ha detto a Keystone-ATS Flavia Lazzeri, della "Sezione Sistema sanitario (SPITEX)" all'UST.

Il 12 febbraio del 2017 il popolo ticinese ha bocciato, contro il parere di Gran Consiglio e governo, con il 51,3% di "no", una revisione della Legge sull'assistenza e cura a domicilio che si prefiggeva di contenere l'onere degli enti pubblici in materia, trasferendo costi per 2,5 milioni a carico dei pazienti.

Una modifica del diritto relativo ai SACD è invece entrata in vigore nel 2018 nel canton Berna, dove il contributo ai costi a carico dei pazienti è quasi triplicato e il rapporto della spesa assunta dai clienti dello Spitex rispetto a quella coperta dagli assicuratori è salito al 14%. Le modifiche legislative a Berna spiegano in gran parte l'aumento del 22,3% dei costi a carico dei pazienti su base annua (86,7 milioni nel 2017 e 106 lo scorso anno) a livello nazionale. In confronto, il finanziamento delle cure da parte degli assicuratori ha segnato una progressione del 5,9% rispetto al 2017.

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