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PE: Pussy Riot tra finalisti premio Sakharov

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2012 - 17:05
(Keystone-ATS)

Le Pussy Riot, finite in carcere in Russia per la dissacrante 'preghiera punk' anti-Putin nella cattedrale di Mosca del Cristo Salvatore, sono fra i tre finalisti del premio Sakharov 2012. il riconoscimento è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo per ricompensare personalità distintesi nella difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione.

La decisione è stata presa dagli eurodeputati delle commissioni Esteri e Sviluppo, che hanno inoltre candidato oppositori del regime iraniano e di quello bielorusso.

"Le proteste di queste giovani donne, il loro arresto e la successiva condanna a due anni di campo di lavoro hanno focalizzato l'attenzione del mondo sull'assenza dello stato di diritto in Russia", ha spiegato l'eurodeputato tedesco dei Verdi Werner Schulz, che fa parte dei 46 parlamentari che hanno sostenuto la candidatura delle musiciste della band salita all'onore delle cronache dopo essere entrata in rotta di collisione con il Cremlino.

Il secondo finalista del premio Sakharov è il difensore dei diritti umani Ales Bialiatski, imprigionato in Bielorussia. Infine, gli eurodeputati hanno selezionato l'avvocato Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panahi, che lottano per la libertà di espressione in Iran.

Il nome del vincitore, che riceverà 50mila euro, verrà annunciato il prossimo 26 ottobre. La premiazione avverrà durante la sessione plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo il 12 dicembre. Nel 2011 il premio Sakharov era stato assegnato a cinque attivisti della 'Primavera araba'.

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