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Pechino paragona Dalai Lama a Hitler

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 marzo 2012 - 15:01
(Keystone-ATS)

Il Dalai Lama come Hitler. Questo il senso di un lungo editoriale pubblicato sul sito dell'amministrazione cinese del Tibet e ripreso dall'agenzia Nuova Cina. Sette domande e sette risposte che dipingono il leader religioso dei tibetani, in esilio a Dharamsala nell'India del Nord, come Hitler, asservito agli Stati Uniti e al servizio della Cia, contrario alle Nazioni Unite.

Per i funzionari cinesi, infatti, il quattordicesimo Dalai Lama, favorendo le immolazioni non solo va contro la religione buddista ma spinge ad atti di terrorismo che sono vietati dalle Nazioni Unite. Per i cinesi, inoltre, il Dalai Lama considera il Tibet come sua proprietà e i tibetani come suoi schiavi, agendo con la volontà di "alzare un nuovo Muro di Berlino basato sulla segregazione e separazione etnica", agendo con motivazioni volte a discriminare i cinesi.

"Molto simile - scrive l'editoriale - a quanto Hitler fece con gli ebrei". Inoltre le preghiere del Dalai Lama, secondo quanto è scritto nell'editoriale, sono "politiche", fatte ad arte e in base alla convenienza del leader religioso tibetano.

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