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Non sono famose per la loro intelligenza o furbizia, come volpi e scimpanzè, nè brillanti come delfini, ma in realtà sono meno stupide di quanto si creda. Le pecore infatti sono state capaci di superare test psicologici che le scimmie fanno fatica a superare, e sono così sensibili e delicate da essere usate per cercare tracce di declino neurologico negli uomini e studiare terapie per la malattia di Huntington. A ridare lustro all'immagine di questi ruminanti è uno studio pubblicato sulla rivisa 'Plos Onè.

Le pecore infatti non sanno solo riconoscere le facce di ogni altro membro del gregge, soprattutto quelli che gli sono socialmente vicini, ma sanno ricordare gli altri componenti significativi per almeno due anni e 'discriminarè le razze, preferendo curare la propria. Inoltre sanno raggruppare le piante per famiglia, ricordare il percorso corretto in un labirinto e hanno vite sociali alquanto sofisticate: gli arieti diventano infatti amici duraturi e prendono le difese ognuno dell'altro nelle lotte.

Ma le pecore sono interessanti anche dal punto di vista medico per l'uomo. Laura Avanzo e Jennifer Morton dell'università di Cambridge hanno scoperto che un nuovo tipo di pecora geneticamente modificata presenta un gene difettoso che negli uomini causa la malattia di Huntington. Il che le rende interessanti per testare trattamenti per tale patologia. Ma per farlo i ricercatori dovranno poter tracciare i cambiamenti nelle abilità cognitive delle pecore malate. Per questo hanno voluto vedere se l'animale, in condizioni normali, fosse in grado di superare alcuni test impegnativi che vengono dati ai malati di Huntington. Test che hanno superato brillantemente in tutti i casi.

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SDA-ATS