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Pedofilia: Austria; card. Schoenborn chiede scusa per colpe chiesa

VIENNA - A nome della Chiesa, l'arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn, in una messa stasera nel Duomo di Santo Stefano, ha chiesto scusa alle vittime degli abusi sessuali e riconosciuto le colpe ai danni di giovani e bambini di cui si sono macchiati alcuni preti.
In una cattedrale stracolma, circa 3000 fedeli hanno partecipato alla "Messa di accuse e pentimento" dal titolo emblematico di "Io sono furioso, Dio!". La funzione è stata organizzata anche con il contributo delle organizzazioni di base e delle vittime. Queste ultime, vittime dirette degli abusi o loro rappresentanti, hanno parlato denunciando le violenze subite, le ferite incurabili riportate, urlando la loro rabbia e disperazione e puntando il dito contro i colpevoli e la Chiesa.
La messa è culminata in un atto di contrizione pronunciato da Schoenborn alla fine come un rosario: "Riconosciamo che ci sono stati casi in cui alcuni di noi hanno usato violenza sessuale", "Riconosciamo che abbiamo occultato i fatti e che alcuni di noi....", "Riconosciamo di avere dato più importanza alla sicurezza, al potere, all'apparenza che ad altre cose", "Riconosciamo la nostra colpa e siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità di fronte alla storia e al presente".
Schoenborn ha denunciato i "colpevoli della morte interna di altre persone": dinanzi a tanto dolore le "parole di predica sono fuori luogo", meglio il silenzio ma non quello dell'omertà, bensì il "silenzio di Giobbe", ha detto riferendosi alla lettura fatta dal Libro dell'Esodo. "Grazie, alle vittime" per avere rotto il silenzio, ha detto sottolineando che "c'è ancora molto da fare". Gli abusi nella Chiesa sono particolarmente gravi perché "avvelenano Dio", i colpevoli sono "distruttori di Dio per questo l'abuso nella Chiesa è peggiore". L'esperienza della Chiesa, insomma, è dolorosa, ma cos'è rispetto alle vittime?

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