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BERLINO - Aumenta in Germania lo sconcerto per lo scandalo degli abusi sessuali negli ambienti cattolici, mentre crescono anche le critiche nei confronti di un papa che "tace", nonostante col passare dei giorni emergano sempre più numerosi i casi di violenze su minori commessi da religiosi: una situazione, questa, che secondo il vicepresidente del Bundestag denota una crisi di credibilità della Chiesa.
In attesa della lettera che Benedetto XVI, secondo quanto ha annunciato monsignor Rino Fisichella, sta per inviare ai vescovi irlandesi, la stampa tedesca fa notare il "silenzio" osservato del papa su questo tema durante l'Angelus di ieri e alcune associazioni cattoliche aumentano la pressione sul Santo padre.
"Il papa tace di fronte a nuovi casi di abusi", scrive lo Spiegel online. Dal papa arriva un "deciso silenzio", gli fa eco il quotidiano Sueddeutsche Zeitung. E continua anche il pressing delle associazioni cattoliche.
Il movimento progressista tedesco, 'Iniziativa Chiesa dal basso', ha chiesto le dimissioni di Benedetto XVI: "Sarebbe un gesto purificatore se Ratzinger dicesse: 'Sono da ostacolo ad una purificazione della Chiesa. Mi dimetto', ha detto il direttore, Bernd Goehrig, secondo il Financial Times Deutschland.
Anche il movimento dei cattolici del dissenso 'Noi siamo Chiesa', ha alzato di nuovo la voce: "Siamo delusi perché finora il papa non ha nemmeno nominato questo scandalo - ha detto il portavoce, Christian Weisner -. Poche parole di compassione per le vittime sarebbero il minimo che ci aspetteremmo". Secondo il presidente della Federazione della gioventù cattolica, Dirk Taenzler, "il Santo padre deve dire qualcosa su questo tema".
Ma l'attacco più duro è arrivato oggi da una delle più alte cariche dello Stato, il vice presidente del Bundestag, Wolfgang Thierse (Spd): "La credibilità della Chiesta sta traballando in modo molto grave" per i casi di pedofilia emersi in Germania, ha detto, chiedendo al Papa una "maggiore onestà". E poi: "La costernazione dei credenti è enorme", ha affermato Thierse.
Ancora una volta, la cancelliera Angela Merkel (Cdu), come aveva fatto anche la settimana scorsa, ha gettato acqua sul fuoco. La leader conservatrice, ha detto un portavoce del governo, ha accolto positivamente l'incontro di venerdì tra il papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, sottolineando che questo è un buon segno poiché dimostra che il Vaticano e la Chiesa cattolica tedesca stanno cercando di risolvere il problema.
Tuttavia, mentre in Irlanda e in Olanda non accenna a diminuire la polemica, in Germania i fedeli non sono così ottimisti come la Merkel. In particolare, c'è malumore nella parrocchia di Bad Toelz, in Baviera, dove ieri - durante la messa - è stato contestato il parroco, Peter H., cioé il religioso con precedenti di abusi sessuali su minori al centro del caso emerso venerdì che, per la prima volta, ha sfiorato anche lo stesso Benedetto XVI.
Ieri sera, il primate d'Irlanda, il cardinale Sean Brady, ha detto di non avere nessuna intenzione di dimettersi per la sua partecipazione ad alcuni incontri nei quali, a metà degli anni Settanta, sarebbe stato chiesto il silenzio ad alcune vittime di abusi sessuali imputati a esponenti del clero.
Oggi, intanto, è emerso in Olanda che ben 137 tra preti, frati e suore sarebbero coinvolti nello scandalo dei presunti casi di abusi su minori nelle scuole cattoliche del Paese negli anni '50, '60 e '70.

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SDA-ATS