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BERNA - Dopo la pubblicazione della lettera pastorale del papa diretta ai cattolici irlandesi sullo scandalo pedofilia, la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) vede confermate le sue direttive per casi di abusi sessuali. Non vi è quindi ragione di adottare nuovi provvedimenti.
"Già oggi la vittima è al centro delle nostre preoccupazioni", ha dichiarato all'ATS il portavoce della CVS Walter Müller. "Anche se la lettera è diretta agli Irlandesi - ha spiegato - essa assume significato anche per la Svizzera".
"La missiva - ha sottolineato Müller - conferma la linee guida che la chiesa ha adottato nel 2002 per i casi di abusi sessuali". Tali direttive indicano che si deve agire nell'interesse della vittima di molestie.
Già oggi la chiesa, quando viene a conoscenza di casi di abusi, invita l'autore ad autodenunciarsi. Il caso più recente accaduto nella diocesi di Coira conferma questa prassi. Qui la chiesa e la vittima hanno inoltrato denuncia assieme.

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SDA-ATS