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Pedofilia: nuova bufera sulla Chiesa irlandese

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 luglio 2011 - 19:13
(Keystone-ATS)

Una nuova bufera si abbatte sulla Chiesa irlandese con la pubblicazione di un rapporto che riferisce su numerosi casi di copertura di abusi sessuali su minori nella diocesi di Cloyne, nella Contea di Cork, nel periodo dal 1996 al 2009.

E ad essere direttamente chiamato in causa è una figura che in passato operò anche in Vaticano, l'allora vescovo di Cloyne mons. John Magee, fattosi da parte a fine 2009 (Benedetto XVI accettò le dimissioni nel marzo 2010) e in passato segretario personale di ben tre Papi, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, all'inizio del pontificato.

Il rapporto pubblicato oggi, di 400 pagine, elaborato dalla Commissione di indagine sulla diocesi di Cloyne su come furono trattate le accuse contro 19 preti, evidenzia le mancanze nel riferire le denunce dei loro abusi alla polizia. E sostiene che il vescovo Magee, oggi 75enne, non può evitare le sue "responsabilità dando la colpa ai sottoposti", che non avrebbero riferito le segnalazioni di abusi (in tutto le vittime sarebbero state almeno 40) alle autorità pubbliche. In nessun caso, comunque, i preti sotto accusa vennero rimossi. Vengono anche riferite le "preoccupazioni" che ci furono sull'"interazione" tra lo stesso mons. Magee e un ragazzo di 17 anni, aspirante al sacerdozio.

La Chiesa irlandese, già al centro di una "visita apostolica" ordinata da Benedetto XVI, dopo la pubblicazione del rapporto ha espresso dolore e rammarico. Il primate d'Irlanda, cardinale Sean Brady, ha detto che oggi è un altro "giorno nero nella storia della risposta dei vertici della Chiesa al grido dei bambini abusati da uomini del clero". "I risultati di questo rapporto confermano che gravi errori di giudizio sono stati commessi e che ci sono stati serie carenze di leadership - ha aggiunto -. Questo è deplorevole e totalmente inaccettabile."

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