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NEW YORK - Nell'ultimo giorno in sessione, la Corte Suprema americana, decidendo di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell'Oregon "Anonimo contro Santa Sede", ha tolto l'ultimo ostacolo al processo civile nei confronti del Vaticano per un atto di pedofilia nell'Oregon.
Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il "no" all'esame del caso con una motivazione.
La Corte ha deciso di non fermare l'azione legale in cui il Vaticano è accusato di aver ripetutamente trasferito un prete irlandese da città a città nonostante ripetuti casi di molestie sessuali su minori.
L'appello alla Corte era stato presentato dalla Santa Sede invocando il diritto all'immunità che spetta agli Stati sovrani: questo diritto, su cui si era espressa favorevolmente l'amministrazione Obama, era stato respinto nel corso di vari gradi di giudizio e da ultimo dalla Corte d'Appello di Sacramento.
Il prete al centro del caso, il reverendo Andrew Ronan, è morto. L'azione legale considera il Vaticano corresponsabile dei suoi abusi avendolo trasferito dall'Irlanda a Chicago e poi a Portland nonostante fosse a conoscenza delle accuse contro di lui.

SDA-ATS