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EINSIEDELN SZ - I vescovi svizzeri hanno deciso di rendere più severe le direttive in materia di abusi sessuali e pedofilia. In caso di fondati sospetti le diocesi dovranno denunciare automaticamente i colpevoli alla magistratura; le vittime tuttavia potranno opporsi. Finora la Chiesa cattolica si era limitata a "incoraggiare" le vittime degli abusi a sporgere denuncia.
La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), riunita in questi giorni all'abbazia di Einsiedeln (SZ), ha dedicato gran parte dei suoi lavori proprio allo scottante tema della pedofilia che sta sconvolgendo la gerarchia cattolica in molti Paesi. La CVS, nel comunicato finale a conclusione della 288ma assemblea ordinaria, riconosce "davanti a Dio che una grave colpa è emersa nella Chiesa, ma anche nelle nostre diocesi".
I vescovi si dicono coscienti della propria responsabilità: "Siamo pronti a rinnovare il nostro pensiero, la nostra volontà e i nostri atti, nello spirito di Gesù, e a partecipare alla guarigione delle ferite".
Su mandato della Conferenza episcopale, una commissione di esperti ha redatto per la prima volta una statistica degli abusi segnalati dalle varie diocesi elvetiche: se nel 2009 le istanze diocesane hanno registrato 14 autori di abusi e 15 vittime, nel periodo gennaio-maggio 2010 gli autori sono stati 72 e le vittime 104. Si tratta per la maggior parte di fatti risalenti agli anni 1950-1990. Soltanto 9 delle 104 vittime annunciate quest'anno riguardano abusi commessi dopo il 1990.
Il comunicato della CVS fornisce quindi ulteriori precisazioni: delle 104 vittime dichiarate quest'anno e che riguardano episodi degli ultimi 60 anni, 11 erano ragazzi di meno di 12 anni, 76 avevano tra 12 e 16 anni, oltre a 12 donne adulte e a 5 uomini. I preti nella Svizzera tedesca sono quelli maggiormente implicati: 101 dei 104 casi.
I vescovi cattolici si dicono riconoscenti per le segnalazioni ricevute e invitano le vittime a rivolgersi ai centri di consulenza. Ma dicono anche con forza che "gli abusi sessuali nella pastorale non sono più tollerabili". Alle vittime va resa giustizia e gli autori di quei misfatti vanno considerati responsabili, anche se gli abusi risalgono nel tempo e diversi autori sono nel frattempo deceduti.

SDA-ATS