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L'Ohio ha deciso di potenziare le dosi di farmaci usati per l'iniezione letale durante le esecuzioni. Il passo è stato deciso dopo che un detenuto, Dennis McGuire, 53 anni, colpevole di aver violentato e ucciso una donna incinta, è morto dopo un'agonia durata ben 25 minuti.

Un tempo interminabile, durante il quale l'uomo ha avuto convulsioni e, alla fine, è come soffocato. Gli era stata iniettata una combinazione di farmaci letali mai usata prima negli Stati Uniti.

L'Ohio Department of Rehabilitation and Correction è ricorsa a quella combinazione dopo aver esaurito le scorte di farmaci provenienti in particolar modo da casa farmaceutiche europee che si sono rifiutate di esportarli per motivi etici. Il Dipartimento si è quindi difeso sostenendo come non ci sia alcuna prova che McGuire sia andato incontro a sofferenze, ansia o angoscia prima di morire. Intanto il 19 maggio un altro detenuto sarà mandato a morte con la stessa combinazione letale usata per McGuire.

Usa: studio shock, innocenti centinaia di condannati a morte

In circa trent'anni negli Stati Uniti sono state condannate a morte 300 persone che probabilmente erano innocenti. È quanto è emerso da uno studio pubblicato su 'Proceedings of the National Academy of Sciences' (Pnas) secondo cui il 4,1% dei condannati a morte tra il 1973 e il 2004 non erano tali da essere giustiziati. Tradotto in numeri vuol dire che una persona su 25 che viene detenuta in attesa di condanna a morte è innocente.

Lo studio specifica anche che non tutti i condannati a morte vengono effettivamente giustiziati. Tuttavia, secondo quanto scrive il Washington Post, dei 1320 detenuti giustiziati dal 1977, sicuramente una buona parte di loro era innocente.

L'indagine è stata guidata da Samuel Gross, docente all'Università del Michigan, e ha tenuto conto di quasi 7500 condanne a morte in circa 30 anni. Di queste 117 sono state scongiurate grazie alle battaglie di gruppi e associazioni che lottano contro la pena di morte.

SDA-ATS