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Pena morte: Iran, escalation esecuzioni, 2/o classifica morte

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2011 - 11:19
(Keystone-ATS)

Aumenta nel mondo il numero di esecuzioni capitali e a incidere, nell'incremento di questo bilancio di morte, stilato dal rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino, sono soprattutto i boia iraniani. Nel 2010 il Paese mediorientale ha assistito a una vera e propria escalation: sono state almeno 546 le persone giustiziate l'anno scorso contro le 402 del 2009.

Una tendenza, secondo il rapporto presentato oggi a Roma, che non accenna a invertirsi: nei primi mesi del 2011, l'applicazione della pena capitale in Iran è triplicata rispetto allo stesso periodo del 2010, con 390 esecuzioni fino al 7 luglio secondo Iran Human Rights. Il Paese si è confermato così nel 2010 al secondo posto nella classifica della morte di Stato, mentre il primato spetta ancora una volta alla Cina, dove l'anno scorso si stima siano avvenute circa 5.000 esecuzioni, l'85,6% del totale mondiale. Terza la Corea del Nord, che con 60 esecuzioni ha triplicato il numero di uccisioni.

Non è un caso che i tre Paesi siano tutti regimi autoritari o dittatoriali. Dei 42 che mantengono la pena capitale, sono infatti solo sette quelli definibili democrazie liberali. In particolare, negli Usa e in Giappone, hanno continuato a diminuire le esecuzioni.

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