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Pena morte: Micheline Calmy-Rey vuole abolizione universale

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2010 - 16:21
(Keystone-ATS)

GINEVRA - Si è concluso oggi a Ginevra con il discorso di Micheline Calmy-Rey il quarto Congresso mondiale contro la pena di morte. La consigliera federale ha ribadito l'impegno della Confederazione per un'abolizione universale delle esecuzioni capitali.
"Incontestabilmente, il movimento abolizionista sta assumendo importanza un po' ovunque nel mondo", ha affermato la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La Calmy-Rey ha però invitato i partecipanti a non lasciarsi condizionare "da una pericolosa ingenuità e da un ottimismo troppo ideale". "Stiamo entrando nella fase più delicata del cammino verso l'abolizione mondiale della pena di morte", ha detto la consigliera federale.
Iniziato mercoledì, il Congresso ha attirato a Ginevra circa 1'500 personalità in provenienza da un centinaio di Paesi. I vari relatori intervenuti hanno deplorato in particolare le esecuzioni capitali in Iran, Iraq, Cina e negli Stati Uniti. Per la Svizzera si è espressa pure la presidente del Consiglio nazionale, Pascale Bruderer (PS/AG).

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