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Pendolari dovrebbero pagare imposte dove lavorano

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2012 - 11:20
(Keystone-ATS)

Una parte delle imposte andrebbe pagata laddove si lavora. Ne è convinto il Consigliere di stato bernese socialista Andreas Rickenbacher, secondo cui il pendolarismo mette a dura prova le infrastrutture, specie quelle delle città, con costi non indifferenti.

Per questo, afferma il ministro dell'economia pubblica dalle colonne del domenicale "Der Sonntag", questi lavoratori dovrebbero contribuire mediante una parte delle imposte che versano al cantone di domicilio.

A detta di Rickenbacher, la manutenzione e l'adeguamento delle infrastrutture costano parecchi alle collettività pubbliche. "Benché spetti ai cantoni occuparsi di questi problemi, da tempo assistiamo a squilibri crescenti". Molte persone che si spostano per lavorare in città vivono in campagna, dove pagano il grosso delle imposte.

Ebbene, per Rickenbacher una parte di questa "manna" - il 20 o 30% per esempio - dovrebbe venir versata anche al cantone dove il soggetto lavora. In ogni caso, prima di arrivare ad una soluzione del genere bisognerebbe modificare la Legge federale in materia, ha ricordato il ministro bernese al domenicale.

Stando ad Andreas Rickenbacher, la Confederazione e i comuni trasferiscono competenze crescenti ai cantoni. Per questo la Conferenza dei governi cantonali dovrebbe organizzare una riunione di crisi per affrontare questi problemi ed elaborare contromisure, e ciò "perché l'intera Svizzera rischia grosso se i cantoni sono sempre più deboli finanziariamente".

Con questa sua proposta, Rickenbacher tocca un nervo scoperto. Alla fine degli anni '90, Ginevra aveva inviato centinaia di lettere di tassazione ai pendolari provenienti dal confinante Vaud. Il Tribunale federale aveva però decretato lo stop alle velleità ginevrine. I giudici avevano ricordato l'illegalità della doppia imposizione.

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