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È fallito il referendum contro le innovazioni della Perequazione finanziaria nazionale (PFN) adottate dalle Camere federali nella sessione estiva. Entro i termini previsti, che scadono oggi, i promotori hanno raccolto solo 7500 delle richieste 50'000 firme.

Anche il referendum dei cantoni è fallito: appena quattro si sono espressi a favore, quando ne occorrevano otto.

Le sottoscrizioni raccolte sono adesso state inoltrate come petizione, ha affermato René Bünter, presidente del comitato promotore ed esponente UDC del Gran consiglio svittese. Il suo partito cantonale era tra i promotori del referendum.

Sono mancate le risorse umane e finanziarie per poter raccogliere attivamente le firme in tutti i cantoni, ha spiegato. La maggior parte sono state raccolte a Svitto (5000), Zurigo (1000) e Zugo (1000), ma anche a Nidvaldo e Sciaffusa. Sono tutti cantoni ritenuti "ricchi" e quindi donatori.

Entra così in vigore il compromesso che le due camere del parlamento hanno raggiunto nella sessione estiva: il contributo dei cantoni "ricchi" è stato ridotto solo di 67 milioni di franchi all'anno, mentre il Consiglio federale aveva proposto 134 milioni in meno.

I Parlamenti dei cantoni di Sciaffusa, Zugo, Svitto e Nidvaldo avevano deciso allora il referendum cantonale (per riuscire i cantoni devono essere almeno 8) ritenendo il compromesso raggiunto insoddisfacente.

Da notare che in ottobre la Conferenza dei governi cantonali (CdC) ha istituito un gruppo di lavoro, presieduto dallo svittese Franz Marty: dovrà elaborare entro l'estate 2016 una serie di proposte per migliorare il sistema della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni.

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SDA-ATS