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Riprendono i lavori alle Camere federali. Piatto principale al Consiglio nazionale (14.30-19.00) è la perequazione finanziaria 2016-2019. Per appianare le divergenze tra le Camere sarà verosimilmente necessario ricorrere alla conferenza di conciliazione.

La commissione preparatoria del Nazionale propone infatti di respingere la proposta di compromesso degli Stati. I commissari vogliono infatti che i cantoni finanziariamente forti versino 196 milioni di franchi in meno all'anno e la Confederazione 134 milioni, conformemente a quanto proposto dal governo.

La settimana scorsa, la Camera dei cantoni aveva invece deciso di adeguarsi al compromesso elaborato dalla Conferenza dei governi cantonali (CDC) che prevede uno "sconto" di 67 milioni per i cantoni forti e di 98 per la Confederazione.

Il menù del Nazionale prevede l'esame delle divergenze in merito al programma di legislatura, alla Legge sull'infrastruttura finanziaria e alla revisione della Legge federale sull'imposizione degli oli minerali. In agenda anche una discussione sulle mozioni dei consiglieri agli Stati Peter Bieri (PPD/ZG) e Géraldine Savary (PS/VD) sull'acquisto di un aereo militare da trasporto per missioni all'estero.

Agli Stati (15.15-20.00), dopo le divergenze sul primo supplemento al preventivo 2015 e sul pacchetto di consolidamento e verifica dei compiti PCon 2014, il programma contempla l'esame della rivista legge sull'asilo.

Con questa revisione ci si propone di accelerare le procedure di esame delle richieste di asilo - massimo 140 giorni - garantendo una protezione giuridica più ampia. Durante l'intera procedura i richiedenti saranno alloggiati in centri regionali della Confederazione fino al loro eventuale allontanamento dalla Svizzera. Uno di questi centri è attivo da oltre un anno in via sperimentale nel canton Zurigo. I risultati dei primi test sono incoraggianti.

La maggiore sfida di questa riforma voluta dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga è rappresentata dalla capacità di accoglienza. La Confederazione dispone attualmente di 1400 posti nei suoi cinque centri di registrazione e di 600 posti in strutture provvisorie. Ce ne vorrebbero 5000 per rispondere a uno scenario di 24 mila domande all'anno. Berna svilupperà le sue capacità in collaborazione con Cantoni e comuni.

L'allestimento di centri federali richiederà investimenti importanti, stimati in 548 milioni di franchi, inclusa la creazione di impieghi. La riforma dovrebbe tuttavia permettere di risparmiare 170 milioni di franchi all'anno rispetto al sistema odierno.

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SDA-ATS